Piano di sviluppo rurale

Nuovo regolamento sullo sviluppo rurale

Dopo un anno intero di discussioni, il Consiglio Agricoltura del 20 Giugno 2005 ha raggiunto l’accordo politico sul regolamento per il sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale nel prossimo periodo di programmazione (2007-2013).

Gli obiettivi principali sono:

    aumentare la competitività dell’agricoltura e della silvicoltura europee (Asse I)

    sostenere l’ambiente e le zone rurali (Asse II)

    promuovere la diversificazione dell’economia rurale e la qualità della vita (Asse III).

È previsto anche un quarto Asse, che prevede l’introduzione dell’approccio bottom-up, ispirato all’esperienza Leader.

In vista del raggiungimento dell’obiettivo della semplificazione, il nuovo regolamento sostituisce ai precedenti cinque tipi di programmazione e tre tipi di gestione finanziaria, per tutto lo sviluppo rurale:

    un fondo ed un quadro finanziario unici

    un sistema di programmazione e di controllo unici

Il nuovo regolamento risponde alle principali caratteristiche della nuova politica di sviluppo rurale dell’Ue, basata su:

    una nuova strategia di sviluppo rurale strettamente connessa alle priorità stabilite a livello comunitario

    un rafforzamento delle fasi di controllo e valutazione, attraverso una migliore valutazione dei risultati ed una più chiara divisione delle responsabilità tra Stati membri e Commissione.

Le aree rurali coprono il 90% del territorio dell’Unione europea allargato ed ospitano, più o meno, il 50% della popolazione. I settori agricolo e forestale giocano un ruolo chiave nella gestione delle risorse naturali nelle aree rurali e possono contribuire in maniera efficace al loro sviluppo.

In ogni caso lo sviluppo ed il mantenimento delle aree rurali necessitano di qualcosa in più rispetto agli aspetti strettamente agricoli. Una politica di sviluppo rurale, ai giorni nostri, ha obiettivi più vasti a breve e medio termine: contribuire alla crescita economica ed occupazionale, soddisfare le sempre maggiori esigenze del consumatore in materia di sicurezza e qualità alimentare, sviluppare tecnologie ambientali innovative e rendere maggiormente attrattiva la vita rurale.

Elementi principali del nuovo regolamento

ASSE I: COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE

Le misure contemplate in tale asse mirano all’attivazione di una strategia di innovazione e ristrutturazione che promuova la conoscenza e migliori il potenziale umano e fisico. In particolare sono previste azioni nei seguenti sotto settori:

    Risorse umane

    Risorse fisiche

    Miglioramento della qualità

    Misure transitorie per i nuovi Stati membri

    : sostenere i titolari di aziende di semisussistenza per aiutarli a diventare concorrenziali, ecc.: sostegno agli agricoltori per adattare i prodotti ai nuovi standard qualitativi imposti dalla legislazione comunitaria, sostegno agli agricoltori che partecipano a sistemi di qualità alimentare, ecc.: modernizzazione, aumento del valore economico delle foreste, miglioramento dell’estensione delle infrastrutture, azioni di prevenzione delle calamità, ecc.: formazione ed azioni di informazione, insediamento dei giovani agricoltori, prepensionamento, servizi di consulenza (ricorso e avviamento) diretti agli operatori del settore agricolo e del settore forestale, ecc.

Secondo l’accordo del 20 Giugno all’Asse I deve essere garantito un ammontare minimo del 10% del contributo totale del Fondo. Il tasso di cofinanziamento comunitario è stabilito al 50% (75% nelle zone di convergenza).

ASSE II: AMBIENTE E GESTIONE DEL TERRITORIO

Le misure agroambientali sono obbligatorie. Il regolamento stabilisce, come condizione generale per le misure dell’Asse II, che i beneficiari sono tenuti obbligatoriamente al rispetto dei requisiti nazionali e comunitari per l’agricoltura e la silvicoltura.

La chiave per accedere ai pagamenti diretti del primo pilastro (misure di mercato) è la cosiddetta cross-compliance (ecocondizionalità). Gli agricoltori devono, infatti, rispettare 18 standard che si riferiscono a: protezione dell’ambiente, salute pubblica, salute animale e delle piante, benessere degli animali ed altri requisiti obbligatori (ad esempio il mantenimento delle terre in buone condizioni, sia dal punto di vista agricolo che ambientale).

Anche per il secondo Asse, dunque, la cross-compliance costituisce elemento imprescindibile; nel caso dei pagamenti agroambientali sono previste anche ulteriori condizioni per l’uso di pesticidi e fertilizzanti.

Le misure del presente Asse riguardano:

    Uso sostenibile delle terre agricole

    Uso sostenibile delle foreste

    : pagamenti per primo imboschimento di terre agricole e non agricole, sistemi agroforestali, Natura 2000, premi ambientali, ricostituzione potenziale produttivo e prevenzione, sostegno ad investimenti non produttivi.: pagamenti per svantaggi naturali agli agricoltori residenti in zone di montagna o in altre zone svantaggiate (ricordiamo a tale proposito che la definizione delle zone meno favorite è stata rimandata; la Commissione presenterà un rapporto contenente le proposte sul futuro sistema di pagamento e sulla limitazione delle zone svantaggiate entro il 2010. La proposta prevederà una modifica dei criteri di individuazione delle zone svantaggiate, basato sulla produttività delle terre e delle condizioni climatiche), pagamenti di Natura 2000 e pagamenti connessi alla direttiva acque (direttiva 2000/60), aiuti agroambientali e per il benessere animale, sostegno agli investimenti non produttivi.

In questo caso l’ammontare minimo rispetto al contributo totale del Fondo che deve essere obbligatoriamente impiegato per le misure dell’Asse II è del 25%. Il tasso di cofinanziamento comunitario non può superare il 55% (80% nelle regioni di convergenza).

ASSE III: DIVERSIFICAZIONE DELL’ECONOMIA RURALE E QUALITÀ DELLA VITA

La filosofia di tale Asse è di creare le condizioni per migliorare la vita nelle aree rurali, indirizzandosi direttamente agli agricoltori ed alle loro famiglie. In particolare si mira a far aumentare le opportunità di lavoro nelle aree rurali, in modo tale da stabilizzare la popolazione che abita quelle aree e creare economie diversificate per gli agricoltori. Il mezzo migliore per raggiungere tali obiettivi è attraverso lo sviluppo di strategie locali.

Gli interventi in questo Asse riguardano:

    Diversificazione dell’economia rurale

    Miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali

    : misure per migliorare i serivizi essenziali per la popolazione rurale, rinnovamento dei villaggi e del patrimonio rurale, conservazione delle tradizioni rurali.: diversificazione verso attività non agricole, creazione e sviluppo di microimprese non agricole, incoraggiamento delle attività turistiche,

All’interno del presente Asse sono previsti anche contributi per la formazione e l’informazione diretta agli operatori economici delle aree rurali ammissibili.

Come per l’Asse I, il livello minimo per le misure previste ammonta al 10% del totale, con un cofinanziamento massimo del 50% (75% nelle regioni di convergenza).

ASSE IV: LEADER

L’aspetto principale di tale Asse è il tipo di approccio che il regolamento mira ad estendere a tutti gli altri Assi. L’approccio Leader è infatti stato sperimentato con successo dal 1989, contribuendo a migliorare l’innovazione, l’occupazione e la crescita nelle aree rurali attraverso la promozione di strategie di sviluppo locale definite sviluppando un metodo di intervento bottom-up e promuovendo la partnership pubblico/privata.

Un minimo del 5% dei fondi destinati ai programmi nazionali deve essere riservato a Leader, mentre per i nuovi Stati membri tale percentuale sarà adattata alle esigenze specifiche.

Per quanto riguarda gli aspetti su cui maggiormente si sono incentrate le discussioni negli ultimi mesi, sottolineiamo le conclusioni principali sulla base del compromesso oggetto del consenso finale raggiunto il 20 Giugno.

    per quanto gli aspetti relativi ai sistemi di controllo, la frequenza delle relazioni è stata fissata a due anni a partire dal 2010. La terza ed ultima relazione verrà effettuata nel 2014.

    per quanto riguarda i giovani agricoltori il sostegno all’insediamento (art.19) può essere concesso per investimenti che rispettino gli standard comunitari esistenti come fissati nel businness plan di cui all’articolo 21. Il cosiddetto "periodo di grazia" entro il quale tali standard devono essere raggiunti non può superare i 36 mesi dall’insediamento.

    per quanto riguarda la cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti (artt.19 e 27), il settore forestale è stato aggiunto ai settori agricolo ed alimentare.

    per quanto riguarda le risorse finanziarie, dopo il fallimento dei negoziati sulle prospettive finanziarie, per ora l’articolo 70 prevede che le risorse ammontino a 88,75 miliardi di euro per il periodo 2007-2013 (di cui 31,3 saranno concentrati nelle regioni ammissibili all’obiettivo di convergenza), tuttavia è stato aggiunto un paragrafo che prevede la revisione delle cifre per adattarle all’accordo futuro sul budget europeo.

    per quanto riguarda misure aventi un valore aggiunto per i prodotti agricoli e silvicoli (art.27), il sostegno è fissato ad un tasso massimo e limitato alle piccole e medie imprese. Il tasso massimo di aiuto è stato ridotto della metà per le imprese con meno di 750 impiegati o aventi un fatturato inferiore a 200 milioni di euro. Il testo del compromesso su cui è stato raggiunto l’accordo all’unanimità dovrebbe essere il seguente: "Il sostegno di cui al paragrafo 1, al suo tasso massimo, è limitato alle micro, piccole e medie imprese ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Per le Azzorre, Madeira e le isole Canarie ed i dipartimenti francesi d’oltremare e le piccole isole del Mar Egeo non sussistono limitazioni per l’applicazione del tasso massimo di aiuto. Per le imprese che non rientrano nell’articolo 2, comma 1, della stessa raccomandazione con meno di 750 dipendenti o con un giro d’affari inferiore ai 200 milioni di euro, il tasso massimo d’aiuto è ridotto della metà. Nel settore forestale, il sostegno è limitato alle micro imprese"

    è stata abbandonata la proposta della Commissione di ritenere il 3% della riserva LEADER in vista di una ridistribuzione nel 2011.

    nell’articolo relativo al comitato di controllo (art.81) si prevede che gli Stati membri con una programmazione regionalizzata possano istituire un apposito comitato nazionale di controllo per coordinare l’implementazione dei programmi regionali correlati con la strategia nazionale e l’assorbimento delle risorse finanziarie.

Tutte le misure esistenti verranno riunite in un unico strumento finanziario e di programmazione: il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale.

È stato introdotto un nuovo approccio strategico per assicurare coerenza e coordinamento con le priorità stabilite a livello comunitario (crescita, occupazione, sostenibilità), per accompagnare la riforma del primo pilastro (sostegno al mercato) e per servire da base per i programmi e le strategie nazionali.

È stato creato un sistema di controllo e valutazione unico e rafforzato, per rispondere alle sempre crescenti esigenze di trasparenza e visibilità.

È previsto un tetto minimo di finanziamento per singolo Asse e la decisione di dettagliare in misura minore rispetto al passato le regole di ammissibilità delle spese aumenta i margini di libertà degli Stati membri nel focalizzare gli interventi in assi e misure specifiche, garantendo tuttavia un bilanciamento di fondi tra i tre Assi.

Viene garantito un approccio strategico locale, per meglio rispondere alle diverse situazioni delle diverse aree rurali europee.

Un ruolo più ambizioso per la cooperazione e la creazione di network tra le diverse aree rurali europee, per agevolare il trasferimento delle buone pratiche agricole.

Viene definita meglio la condivisione di responsabilità tra Stati membri e Commissione.